Quante volte ho assistito all’inutile alternanza nella gestione delle palestre scolastiche! Chiunque si sia avvicendato in tale compito si è sempre scontrato con una realtà a mio avviso inequivocabile, il problema non risiede in CHI, bensì nel COME si gestisce. Da anni ormai lo affermo ad ogni livello, fortunatamente molte cose sono cambiate sul piano legislativo, ma ben poco o quasi nulla su quello pratico. “La mattina si educa, il pomeriggio ci si allena”, il mio mantra. Questo a mio modo di vedere è il vero discrimine per risolvere le problematiche impiantistiche connesse all’attività sportiva scolastica, come stabilito dalla Legge 8 agosto 2019, n. 86 (in particolare all’Articolo 2), la quale delega ai Centri Sportivi Scolastici (CSS) il compito di organizzare e sviluppare la pratica sportiva all’interno degli istituti scolastici, superando la vecchia dicitura e la concezione dei tradizionali “gruppi sportivi scolastici”. A distanza di tanti anni mi chiedo che cosa sia stato effettivamente fatto. Pertanto, il problema fondamentale non consiste nell’affidare la gestione delle palestre scolastiche alle società sportive a discapito dei Centri Sportivi Scolastici, bensì nell’evitare questo valzer di competenze che si ripete da anni, alternando la gestione tra la scuola e le federazioni sportive. Nei fatti, l’esito è sempre il medesimo, i centri e i gruppi sportivi versano in una condizione di totale asfissia e l’attività di gioco spontaneo nei cortili si è pressoché … estinta. In definitiva si finisce per soccombere alla forte concorrenza dei giochi online, che hanno letteralmente demolito l’intero tessuto costruito nel tempo attraverso i Gruppi Sportivi. Il mio consiglio? LE PALESTRE SCOLASTICHE SI GESTISCONO INSIEME E CON CRITERI NUOVI! LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO. Per voi il link di una riflessione maturata durante una importantissima collaborazione ministeriale su questo delicatissimo tema.
MI AMO TROPPO PER STARE CON CHIUNQUE. SARA, 31 marzo 2025 … per non dimenticare!
